domenica 30 ottobre 2011

La cinese

Roma, giovedì pomeriggio, ore 16 circa. La squinternata è di nuovo in strada. Ha letto su Portaportese che un negozio di abbigliamento a San Giovanni cerca una commessa part-time, preferibilmente studentessa. Ed eccola che, con una buon dose di ottimismo, e un sorriso finto da animatrice turistica stampato in faccia, apre la porta di casa pronta ad affrontare una nuova fatica. E, innanzitutto, dà una sistemata ai suoi curricula taroccati. "Per cosa ci candidiamo oggi? Per un posto da commessa. Bene, dunque in pole position vanno messi i cv depotenziati:solo laurea triennale, nessuna esperienza giornalistica, uscita dalla Sapienza ho fatto l'animatrice- l'educatrice e la figurante". Perfetto, la squinternata aveva ripassato la parte ed era pronta a recitarla. Si apre il sipario, tutti in scena...
Sono arrivata nei pressi del negozio senza alcuna speranza. Sapevo che mi avrebbero scartata subito ma ho voluto provare lo stesso. Mi ero abbigliata da ragazzina, di solito, anche quando cerco di camuffarmi da persona seria, dimostro sempre qualche anno in meno. E'una fortuna. Però, i migliori portali per la ricerca del lavoro insegnano che, soprattutto in sede di colloquio, non bisogna lasciare nulla a caso. Anche l'abbigliamento deve essere studiato, mirato, approfondito. E una commessa deve essere alla moda, al passo con i tempi, quindi: minigonna, leggins, stivale basso beige, giubetto dello stesso colore e borsa abbinata: mi guardo allo specchio Ikea, ricevo un occhiolino di incoraggiamento e mi rimetto in viaggio.
Camminavo spedita, di tanto in tanto lanciavo qualche sguardo alla strada, pressoché deserta, saracinesche chiuse, qualche indignato assonato, e un gruppo di turisti stranieri. Le foglie secche cadevano dagli alberi e andavano a riempire il marciapiedi dall'altro lato della strada, mentre il tram, cigolante sulle rotaie, si avvicinava alla prossima fermata.
"Numero sette, è il mio. Ci sono", ho pensato quando ho realizzato di essere arrivata a destinazione. Il negozio era microscopico, buio ma in vetrina vi erano abiti costosissimi. Involontariamente ho sollevato lo sguardo e mi sono imbattuta in una scritta:"Cedesi attività". Perché mai chi ha deciso di vendere la propria attività commerciale si mette a cercare una commessa? Mah...
Scelta molto singolare a mio parere. Tuttavia ormai ero lì, quindi tanto valeva affrontare un colloquio, qualora ve ne fosse stata la necessità. Mi sono fatta coraggio e sono entrata. Ma non ero sola. Dietro di me c'era una ragazza cinese dal viso buffo; capelli neri cortissimi, pelle molto chiara e un paio di occhiali tondi non molto spessi poggiati sul naso. La cinesina, minigonna di jeans e Superga ai piedi, è andata dritta dalla commessa capo.
La proprietaria, un signora romana sulla sessantina, col naso capriccioso e le palpebre socchiuse, stava interrogando una candidata. Sembrava che non le andasse bene nulla. Aggrottava le sopracciglia e arricciava la bocca ad ogni affermazione della sua interlocutrice. E, dopo un po', annoiata, ha zittito l'aspirante commessa, dicendo:"Le faremo sapere". Aveva tutta l'aria di chi non ha alcuna intenzione di assumere altro personale.
Non appena la prima malcapitata si è dileguata, la signora bionda, seduta comodamente in poltrona, ha posato lo sguardo su di me e, ancor prima di chiedermi il cv, ha perso a bombardarmi di domande:"Dove abita? Studia? Quanti anni ha?". La mia risposta naturalmente non è stata di suo gradimento. "No, mi spiace. Noi cerchiamo la ragazza di negozio...", ha concluso e e mi ha liquidato.
Non ho capito bene cosa volesse dire. Ma ho preferito non indagare oltre. E mi sono avviata verso l'uscita ma non ho potuto fare a meno di ascoltare il dialogo tra la cinese e la commessa in carica.
Finalmente era arrivato il suo turno. La cinese aveva atteso in silenzio che la proprietaria si liberasse e alla commessa venisse dato il permesso di parlare, ed ora poteva farsi avanti, aveva l'opportunità di presentare la sua candidatura. Ma, quando la commessa capo le ha sorriso e gentilmente le ha domandato del curriculum, la cinese ha fatto un passo avanti e, scuotendo la testa, ha replicato:"Non voglio fale la commessa. A me intelessa complale l'attività!".
Non ci resta che LIDELE: la Cina avanza e noi arretriamo.