domenica 13 novembre 2011

I care

Quante volte ho sognato di svegliarmi e di non veder più Berlusconi. Sognavo spesso di mettere piede giù dal letto e di non essere più nell'Italia berlusconiana. Sognavo di vivere in un altro universo, in cui essere laureati, colti e appassionati di libri, giustizia e teatri, non significasse essere disadattati. Un mondo in cui lo studio non fosse un problema, una macchia da eliminare dai curricula. Sognavo di non sentire mai più editori pronunciare le seguenti frasi:"Devi curare la tua immagine, andare in palestra e dall'estetista, frequentare determinate boutique. Io voglio riprendere le attività della mia casa editrice 24 ore su 24 e mandarla in onda su Twitter!". Ho sognato gente che legge nelle strade e spegne la televisione. Giornali in cui valgano più gli articoli dei box pubblicitari. Sanremo senza veline decerebrate, programmi privi di donnine nude incapaci di parlare-ballare-recitare ma brave solo a procacciarsi il favore del produttore...Chissà come.
Pensavo che un giorno avrei letto un articolo d'informazione anche su Repubblica e non un pastone. Mi auguravo di accendere la tv, sintonizzarmi su Rai 3 e rivedere Parla con Me, Cominciamo Bene Prima, Palco e Retropalco, Vieni via con Me, La Storia Siamo noi e uno spettacolo di Gaber in prima serata. Sognavo programmi nuovi e contenitori culturali anche sul primo canale o quanto meno un telegiornale degno di questo nome. Mi auguravo la morte di Bruno Vespa, dei plastici, dei delitti e di tutte le armi di distrazioni di massa. Speravo in un monumento a Falcone, Borsellino e Livatino, una medaglia al valore civile a Nicola Gratteri, invece mi imbattevo in Mangano, Dell'Utri, Cosentino, Cuffaro e Romano, per citarne alcuni.
Mi illudevo di poter gustare la satira di Guzzanti, Luttazzi, Crozza, Rezza e altri ancora e speravo che un manipolo di incazzati riservasse a sua Emittenza il trattamento che meritava: una bella tortura culturale. La Corazzata Potemki proiettata a tutte le ore nelle stanze del suo potere, dopo una preventiva evirazione.
Fosse stato per me l'avrei fatto eliminare da una mujer asesina ex agente del KGB, così si sarebbe avverata una delle sue pretestuose ossessioni. Ma ci hanno pensato escort, minorenni e starlette, a picconare il suo trono stellare.
Nulla hanno potuto polticanti e magistrati, Veronica Lario è stata la vera teorica e realizzatrice di un'efficace politica antiberlusconia, e questo la dice lunga anche sulla sedicente "sinistra" (soprattutto quella dalemiana-santoriana) che nulla ha da invidiare al suo naturale ispiratore.
Oggi vorrei leggere Montanelli e Biagi sul giornale. Oggi vorrei scorrere le parole di Oriana e sentir Pasolini esclamare: "Ve l'avevo detto". Oggi vorrei incontrare Elsa Morante e Moravia. Oggi vorrei poter, come tanti altri, esultare. Ma proprio non ci riesco. Perché l'eliminazione del Caimano è solo il primo atto della rinascita, se mai ci sarà, di quest'Italietta mediatizzata; ora dobbiamo eliminare tutti gli effetti del berlusconismo nella nostra cultura, smettere di recitare e dimenarci davanti allo specchio, rinunciare a venderci al miglior offerente e ritornare all'impegno, riprenderci la politica, ripartire dal basso, da noi cittadini. Ricostituire, in una parola, una società solidale improntata al bene comune. Che parolone. Ammazziamo il Berlusconi che è in noi per salvare la nostra Patria e di conseguenza noi stessi dalla voglia di farla finita per sempre.
Se è vero, come dicono,che sarà sempre peggio, nessuno è in grado di salvarsi da solo. Siamo tutti soli sullo stesso vascello che imbarca acqua. Riprendiamoci l'Italia, tutti insieme, senza distinzioni, ma facciamolo ora. A che serve festeggiare? Il mondiale è appena iniziato. Son lontani i quarti di finale. Per vincere la guerra non basta portare a casa una battaglia.
Poco mi importa, in verità, della fine della feccia e dei suoi attoruncoli vestiti da ministri, poco mi interessa che la Gelmini smetta in inforcar occhialini senza lenti, che la Carfagna torni a far calendari. Non è questa la speranza che coltivo. Non è questo ciò che da italiana merito. Auspico, invece, di vedere frotte di giovani, ragazzi, non Renzi, impegnati sul serio, per creare, insieme, un'Italia migliore.