martedì 23 ottobre 2012

Carmela poteva essere salvata

Carmela aveva 17 anni ed è morta per mano di uno stalker. Samuele da mesi perseguitava la sua ex fidanzata, Lucia Petrucci, la sorella di Carmela. I due si erano lasciati. Ma lui, Samuele, che su facebook (lo sappiamo tutti ormai) si faceva chiamare "Tigrotto", non si dava pace. Era ossessionato dalla gelosia. Immaginava, congetturava e si comportava come se Lucia fosse una sua proprietà. Un oggetto di cui disporre a proprio piacimento da vessare, ingiuriare e intimorire. Il fine? Evitare che lei si innamorasse ancora. Che donasse il suo cuore ad un altro, un ragazzo che sapesse amarla e, soprattutto, rispettarla. Samuele, raccontano le cronache, destinava a Lucia diversi messaggi, sms pare. In uno di questi, qualche giorno fa, era arrivato addirittura a scriverle:"Cenere sei e cenere ritornerai". Una minaccia di morte abbastanza esplicita. Lucia, spaventata e atterrita dal comportamento folle del suo ex fidanzato, si era rivolta ai carabinieri. Aveva dichiarato di essere perseguitata da Samuele via sms, e loro per tutta risposta cosa le hanno consigliato? Di cambiare numero di telefono. E la legge sullo stalking? Non era forse questo un caso di "atti persecutori", articolo 612 bis del codice penale? C'erano gli estremi per una denuncia, visto che la condotta di Samuele, per dirla in termini giuridici, era reiterata. Ovvero il ragazzo da tempo perseguitava la sua fidanzata, le rendeva la vita impossibile tanto da causarle uno stato di ansia. Se i carabinieri avessero fatto il loro dovere, se avessero invitato Lucia a sporgere denuncia per stalking, forse le cose sarebbero andate diversamente. Innanzitutto Samuele sarebbe stato diffidato dall'avvicinarsi a Lucia, certo magari l'avrebbe fatto lo stesso, ma in ogni caso qualche precauzione in più per la ragazza poteva essere presa. Adesso, però, l'unico colpevole della strage è il ragazzo, assassino reo confesso. Lui ha ucciso Carmela, che ha fatto da scudo alla sorella, ha ferito Lucia e si spera, anche se a ben guardare altri casi(Luca Delfino ad esempio) non c'è da essere ottimisti, verrà punito in maniera adeguata, ma chi avrebbe potuto evitare tutto questo invece non subirà alcuna conseguenza, resterà nella propria caserma e, un domani, magari, di fronte alle lamentele di un'altra presunta vittima di stalnikg, esclamerà con aria di sufficienza:"Le basta cambiare il numero di telefono, e lui non le darà più fastidio". C'è da stare tranquilli quando chi dovrebbe tutelarci non lo fa? C'è da tacere di fronte al lassismo delle forze dell'ordine? No. I carabinieri in questione andrebbero quantomeno denunciati per "omissione in atti d'ufficio". Quest'anno in Italia sono state uccise 105 donne per mano di altrettanti uomini. Lo scorso anno 127. Il legislatore ha fatto qualcosa per proteggere le fasce deboli della società. Sono stati inseriti dei nuovi reati nel codice penale. Ma se chi dovrebbe far applicare le leggi nicchia, se chi dovrebbe difendere i cittadini sonnecchia, noi dobbiamo stare allerta e pretendere che chi ha sbagliato, chi non ha fatto tutto ciò che era in suo potere, si assuma le sue responsabilità e paghi. Perché con la sua omissione si è reso complice di un omicidio!