venerdì 1 novembre 2013

#regionalibas: Il donatore di lavoro

Tempo di elezioni e di promesse elettorali. In Basilicata, per alcuni, la posta in gioco è sempre la stessa: il lavoro che non c'è
Un genitore lucano che, in piena campagna elettorale, vede il figlio disoccupato uscire di casa molte volte al giorno, pensa che potrebbe avere faccende da sbrigare, che forse ha dei problemi di cui non può parlare ai genitori, o che magari, non so, invia cv o domande di partecipazione a selezioni di vario genere via posta? No, il genitore lucano medio, compiaciuto, domanda:"Ma... Quindi... Hai trovato qualcuno che ti dà un po'di lavoro?". Traduzione per gli ingenui:"Quindi ti sei messo appresso ad uno dei candidati? Fai lo schiavo perché ti ha promesso un posto di lavoro?". Se la risposta fosse"Sì", il genitore si complimenterebbe col figlio, sfigato, escluso dal mercato del lavoro, poiché finalmente ha capito che senza santi in paradiso non si va da nessuna parte e che se VUOLE DAVVERO UN LAVORO deve rivolgersi ai POLITICI. Divinità macilente, capaci di ingurgitare quintalate di pane e salsicce, e di creare posti di lavoro dal nulla, senza bisogno di creta o fango, con l'ausilio di una semplice macchina fotocopiatrice piazzata in un corridoio del palazzo regionale. Ci sarà pur bisogno dell'ennesimo "addetto alle fotocopie" o no? Altrimenti ricorriamo al concorso pilotato, sempre che il fanciullo da piazzare sia laureato. Et voilà, il voto per le regionali è assicurato. Ora, i lettori di questo blog tenderanno a parteggiare per il figlio e se la prenderanno col genitore disperato. Ma chi è il vero colpevole in questa tenzone? L'assassino non compare. E' assente benché venga più volte nominato. Ovvero, Il POLITICO, sedicente deus ex machina e gallina dalle uova d'oro che, da sessant'anni, si procaccia preferenze in tal modo. Mi dicono fonti autorevoli che, nella campagna elettorale in corso, sono stati già avvistati molti di questi maghi Merlino, gente abituata ad ampliare il bacino di voti e procacciarsi nuovi elettori promettendo lavoro, contratti e chissà cosa. A costoro faccio un appello: SMETTETELA! Noi elettori non siamo stupidi! Noi elettori siamo stufi di essere presi in giro e soprattutto abbiamo una dignità. Il lavoro è un diritto, non un favore. Il lavoro non si riceve in dono, ma si ottiene, si merita. Il lavoro è una necessità e non si specula su di esso. Rientriamo in casa e vediamo come si è conclusa la discussione tra figlio disoccupato e genitore disperato. "Papà veramente io il lavoro me lo trovo da solo!" "Ah. E come?" "Sto facendo dei colloqui in un'azienda e ci sono buone probabilità di assunzione". Il genitore disperato sgrana gli occhi sbigottito mentre il figlio disoccupato fa spallucce e infila nuovamente la porta. La politica non c'entra. E ci auguriamo che smetta di c'entrare in tutto quanto accade nella nostra regione.