domenica 9 settembre 2012

Il programma della giornata

Non avevo mai avuto bisogno di scrivere le cose da fare durante la giornata, sì insomma di programmare in qualche modo il mio tempo. Mi veniva abbastanza naturale. Ora, invece, è diventato quasi necessario prendere carta e penna e annotare il da farsi, altrimenti mi disperdo in attività inutili. Campionessa in arrampicata sugli specchi, scalata di monti impossibili che crollano al mio passaggio, e archiettetto di labirinti dai quali neanche io so uscire. Eccomi. Presente. Potrei inserire queste nuove qualifiche nel mio cv, chissà che a qualcuno non interessino. No, è meglio di no, va a finire che anche questa volta risulto essere troppo qualificata per il lavoro che non c'è e il generoso donatore di lavoro non mi concede neanche un misero colloquio. Tornando a noi, ho sempre preso in giro le compilatrici di liste. Le persone così ordinate, o meglio diligenti, da pretendere di mettere ordine persino nelle loro esistenze. Non che le mie varie vite, dico quelle precedenti a questa, siano state particolarmente incasinate, sì in una in particolare facevo molte cose, ma riuscivo a conciliare tutto (casa, lavoro, studio e scrittura). Poi, come spesso accade, sono cambiate un po'di cose e caos fu. Adesso ho deciso di dare una svolta. Forse perché siamo a settembre. L'estate è finita. Ed è arrivato il tempo di tornare alla vita normale. Così, adesso, faccio un po'come Rory Gilmour, la protagonista del mio telefilm preferito (Una mamma per amica). Annoto su un foglio tutti i miei impegni e li depenno in corso d'opera. Mi sono rimpromessa in ogni caso di non scadere nella programmazione della giornata da Villaggio turistico. Che fa molto Rain Man. In collegio mi dava noia il menù fisso della settimana, il pesce del venerdì e la pizza e le uova del mercoledì sera, figuriamoci se di colpo mi ritrovassi ad essere completamente padrona del mio tempo e della mia giornata, scandita in precedenza da me, e dovessi rispettare pedissequamente quanto annotato su un foglio la sera precedente. Lo posso tollerare per la scrittura, per lo studio, e magari per altre attività, ma per il resto è alienante. Non voglio diventare come una mia stramba coinquilina che ogni sera stilava il programma del giorno dopo e, se non rispettava gli orari imposti alla sua parte bambina dalla sua Signorina Rottermeier interna, si fustigava. Ancora ricordo la sua "lista". Mattina: ore 7:00: mi alzo. Ore 7:30: Faccio colazione (senza lavare la tazza che quella lascio nel pozzetto e se la vedono quelle sfigate della mie coinquiline studentesse, questo non c'era, ma evidentemente lo pensava). Ore 8:00: esco. E così via. Aveva programmato persino la pausa pranzo: ore 13: pranzo. Ore 13.20: leggo il giornale...TERRIBILE! Lei pensava di essere razionale, organizzata e ordinata. Eppure faceva acqua da tutte le parti. Il programma del campo di concetramento teutonico ad esempio non comprendeva la corvè. Alle pulizie la donna perfetta si sarebbe dedicata quando capitava, cioè quando la sua scrivania sarebbe stata sommersa dalle stoviglie sporche e uno stuolo di parassiti nato, cresciuto e pasciuto nel suo antro puzzolente, era sul punto di divorarla. La strada verso la santità è lunga e faticosa. E non fa per me. Un po'di ordine nella vita, però, non guasta. Perlomeno se vuoi ritornare a combinare qualcosa e non puoi sperare che sia un impiego a scandire il tuo tempo. Anche in questo caso vige il fai da te. E allora, che lista sia. Con moderazione.